A Forore, la processione che segna l'inizio della Quaresima a Taranto

A Forore, la processione che segna l'inizio della Quaresima a Taranto

La processione penitenziale "A Forore" segna l'inizio della Quaresima a Taranto. Si svolge nella notte tra il Martedì Grasso e il Mercoledì delle Ceneri, quando, allo scoccare della mezzanotte, i confratelli della Confraternita della Santissima Addolorata e San Domenico escono dalla chiesa di San Domenico Maggiore, situata nel cuore della città vecchia.

Questo rito rappresenta una transizione simbolica dalla vivacità del Carnevale al periodo di riflessione e penitenza della Quaresima. Fino a poche ore prima, le strade erano animate da festeggiamenti, ma con l'inizio della processione, l'atmosfera cambia radicalmente: le luci si affievoliscono e un silenzio solenne pervade i vicoli della città vecchia.

Il corteo si snoda lentamente attraverso le strette strade del borgo antico, illuminato fiocamente dalle torce che creano giochi di ombre suggestivi. I confratelli e le consorelle, incappucciati e in abito di rito, avanzano con passo cadenzato, recitando preghiere in un clima di profonda meditazione.

Questa processione ripropone un’antica tradizione, che è stata praticata fino ai primi decenni del secolo scorso e poi ripresa negli ultimi anni dalla Confraternita della Santissima Addolorata e San Domenico. Il nome stesso, “A forore”, ovvero fuori orario, indica come questo rito venisse eseguito al di fuori delle ore canoniche, quando il Capitolo Metropolitano usciva dall’arcivescovado per una breve processione che vedeve il suo momento culminante quando venivano bruciate le palme benedette l’anno precedente, da cui si ricavavano le Sacre Ceneri per il giorno successivo.

Anche stavolta il suono delle campana “foròre” del Duomo risuonerà al passaggio della croce penitenziale, sancendo la conclusione dei festeggiamenti carnevaleschi e richiamando i fedeli all’inizio del cammino quaresimale.

Le lanterne che affiancano la Croce in testa alla processione sembrano riflettersi nelle candele portate dai partecipanti al corteo quaresimale, quasi a significare l'anelito umano a cercare la luce della Fede per affrontare con forza e determinazione il buio dei giorni che porteranno alla resurrezione del Dio fatto uomo.

Uno dei momenti più toccanti della processione avviene al rientro in chiesa. Sulle scalinate di San Domenico, la banda musicale esegue il mottetto "La Desolata", composto da Padre Serafino Marinosci. Questa melodia struggente evoca il dolore della Vergine Maria, che pare presentire il sacrificio del Figlio che avverrà nel Venerdì di Passione che precede la Pasqua, suscitando intense emozioni tra i presenti.