Li Bubbli Bubbli di Grottaglie: custodi di una tradizione secolare

Li Bubbli Bubbli di Grottaglie: custodi di una tradizione secolare

Nel cuore della Settimana Santa di Grottaglie, piccolo centro della provincia di Taranto, si svolge un rito antico e suggestivo: il pellegrinaggio dei "Bubbli Bubbli alla scasata". Questa tradizione, che affonda le sue radici nel XVIII secolo, vede protagonisti i confratelli della Confraternita del Carmine in un cammino penitenziale tra le chiese della città.

Origine e significato del nome

Il termine "Bubbli Bubbli" ha una origine dibattuta; per alcuni è una onomatopea che richiama il mormorio causato dalla recita delle preghiere sottovoce dei confratelli durante il pellegrinaggio, per altri deriva dall'onomatopea "bubbolare", che richiama il suono prodotto dai bastoni che ritmicamente segnano il passo tra le stradine del centro storico. Alcuni studiosi suggeriscono invece che il nome possa anche derivare da "buffa", il cappuccio indossato dai penitenti, con la ripetizione del termine che potrebbe sottolineare la presenza delle coppie di confratelli che partecipano al rito.

Il pellegrinaggio "alla scasata"

Dal Giovedì Santo al Venerdì Santo, i Bubbli Bubbli percorrono scalzi le vie del centro storico di Grottaglie, visitando gli Altari della Reposizione, noti localmente come "Sibburcri", termine dialettale traducibile con "sepolcri". Vestiti con un camice chiaro, scapolari recanti le scritte "Decor" e "Carmeli", e un cappuccio con due piccoli fori per la vista, i confratelli avanzano in silenzio, segnando il loro incedere con i colpi del bordone impugnato simmetricamente.

Un rito di fede e comunità

Questo pellegrinaggio rappresenta un momento di profonda spiritualità e riflessione per la comunità grottagliese. I Bubbli Bubbli simboleggiano il cammino penitenziale e la devozione popolare, mantenendo viva una tradizione che si tramanda da generazioni. La loro presenza silenziosa e austera durante la Settimana Santa è un richiamo alla fede e alla memoria collettiva.

Il passo lento e ritmato nelle vie silenziose del centro storico ed il cappuccio che copre completamente la testa permette ai confratelli del Carmine di isolarsi quasi completamente dall'ambiente esterno, raggiungendo uno stato di profonda concentrazione che favorisce la preghiera e una intima partecipazione al sentimento dei fedeli che fanno ala al loro passaggio.