Percorrendo la Via del Guerriero

Uno degli atti dei samurai giapponesi più noto ai “non addetti ai lavori” è il “seppuku”, il suicidio per protesta, per colpa o per non cadere nelle mani del nemico, compiuto tagliandosi il ventre (hara-kiri). Ai più l’atto può sembrare cruento e spietato, e spesso ci si chiede come potessero questi uomini, per quanto coraggiosi ed abituati a guardare la morte in faccia in quasi ogni giorno della propria vita, affrontare con calma e distacco una fine così drammatica e dolorosa, una riflessione diventata ancora più attuale dopo un periodo come quello in cui la pandemia da Covid-19 ha instillato in molti di noi – a torto o a ragione – la paura di una morte prematura e dolorosa.
Per quanto possa sembrare strano, il suicidio non è patrimonio esclusivo di questi famosi guerrieri giapponesi, e anche in Occidente l'elenco di artisti e intellettuali che hanno scelto di togliersi la vita è lunghissimo, da Ian Curtis dei Joy Division a Curt Cobain dei Nirvana passando per Keith Emerson degli ELP per quanto riguarda la musica; Primo Levi e Vladimir Majakovskij per la letteratura: Vincent Van Gogh o Giuseppe Pellizza da Volpedo per la pittura finendo ad attori come Marilyn Monroe o Robin Williams.
Occorre però dire che nella maggior parte di questi casi il suicidio è un gesto estremo per sottrarsi ad una situazione considerata insostenibile: una malattia incurabile, un tracollo finanziario, la morte della persona amata, un insuccesso professionale, motivazioni affatto diverse da quelle che portavano i samurai a togliersi la vita, come per protestare contro una decisione reputata ingiusta, per espiare una condanna, per non cadere in mani nemiche dopo una sconfitta militare o per testimoniare il proprio coraggio.
Altra differenza fondamentale è che mentre spesso il suicidio è un atto di impulso, nel caso dei samurai questo era regolamentato rigidamente e doveva essere compiuto seguendo una procedura codificata che non ammetteva deroghe ed a cui ci si preparava - è il caso di dire - per tutta la vita.
Questo atteggiamento, che ai più potrebbe sembrare l'apice del pessimismo, era invece una spinta formidabile a godere di ogni momento vissuto, alla stessa maniera di quanto ci ricorda il motto latino "carpe diem", tratto dalle dalle Odi del poeta latino Orazio in cui leggiamo l'invito a cogliere l'attimo, sperando il meno possibile nel domani. Tanto in Occidente quanto in Oriente quindi, la consapevolezza che la vita può finire da un momento all'altro dovrebbe portarci ad apprezzare il momento presente.
E così, se da una parte possiamo citare l'aria di "E lucevan le stelle" della Tosca, in cui il pittore Mario Cavaradossi si dispera per la fine imminente cantando "e muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita!" dall'altra concludiamo questa riflessione sottolineando quanto sia importante cominciare la giornata nel modo giusto con un estratto dal “Bushido Shoshin Shu” (letture elementari sul Bushido) pubblicato nel 17° secolo all’inizio dello Shogunato dei Tukugawa a cura di Taira Shigesuke, conosciuto anche come Daidoji Yuzan, un samurai erudito allievo di Yamaga Soko.
Buona lettura, e buona riflessione…
"Finché tieni a mente la morte in ogni momento, adempirai anche le vie della lealtà e del dovere familiare. Eviterai anche innumerevoli mali e calamità, sarai fisicamente sano e in salute e vivrai una lunga vita. Inoltre, il tuo carattere migliorerà e la tua virtù crescerà.
Ecco le ragioni di ciò. Tutta la vita umana è paragonata alla rugiada serale e al gelo mattutino, considerata qualcosa di molto fragile ed effimero. Sebbene questo sia così per la vita di tutti, la vita del guerriero è particolarmente precaria.
Se le persone confortano le loro menti con l'ipotesi che vivranno a lungo, potrebbe accadere qualcosa, perché pensano di avere per sempre il tempo di fare il loro lavoro e prendersi cura dei loro genitori - potrebbero non riuscire a svolgere il loro lavoro per i loro datori di lavoro e anche trattare i loro genitori senza riguardo.
Ma se ti rendi conto che la vita che è qui oggi non è certa domani, allora quando ricevi gli ordini dal tuo datore di lavoro e quando vai a trovare i tuoi genitori, avrai la sensazione che questa potrebbe essere l'ultima volta - quindi non puoi fare a meno di diventare veramente attento al tuo datore di lavoro e ai tuoi genitori. Questo è il motivo per cui dico che adempirai anche i sentieri della lealtà e del dovere familiare quando tieni a mente la morte.
In ogni caso, quando ti dimentichi della morte e diventi disattento, non sei circospetto riguardo alle cose. Potresti dire qualcosa di offensivo a qualcuno e litigare. Potresti contestare qualcosa che avresti potuto ignorare e litigare.
O potresti passeggiare in località dove non hai niente da fare, non evitando la folla, dove potresti scontrarti con qualche idiota e finire in una rissa inaspettata. Potresti perdere la tua stessa vita, dare al tuo datore di lavoro una cattiva pubblicità e causare difficoltà ai tuoi genitori e ai tuoi fratelli.
Tutto questo problema deriva dalla disattenzione quando non riesci a tenere a mente la morte in ogni momento.
Quando tieni sempre a mente la morte, quando parli e quando rispondi a ciò che gli altri dicono, capisci il peso e il significato di ogni parola come guerriero di professione, quindi non ti impegni in argomentazioni futili. Naturalmente, non vai in posti dubbi anche se le persone ti invitano, quindi non c'è modo per te di finire in situazioni impreviste. Questo è il motivo per cui dico che eviterai innumerevoli mali e calamità se tieni a mente la morte.
Le persone di tutte le classi sociali, alte e basse, mangiano costantemente troppo, bevono troppo e si concedono i loro desideri in modo malsano, tutto a causa del dimenticare la morte. Questo mette a dura prova i loro organi interni, quindi potrebbero morire in modo straordinariamente giovane, oppure diventare malati o invalidi.
Quando tieni sempre a mente la morte, anche se sei giovane e in salute, sai già come prenderti cura di te stesso. Moderi cibo e bevande, eviti la dipendenza sessuale e ti comporti con prudenza. Di conseguenza, sei fisicamente sano. Perché sei sano, vivrai a lungo.
Quando presumi che il tuo soggiorno in questo mondo durerà, ti si presentano vari desideri e diventi molto desideroso. Vuoi quello che hanno gli altri e ti aggrappi ai tuoi beni, sviluppando una mentalità mercantile.
Quando tieni sempre a mente la morte, l'avidità si indebolisce naturalmente e, in quella misura, un atteggiamento avido e avido logicamente non si verifica. Questo è il motivo per cui dico che il tuo carattere migliora."
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https://www.spreaker.com/episode/0207-pensare-alla-morte-per-amare-la-vita--63498635
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