\"Solo bagaglio a mano\", Gabriele Romagnoli racconta il viaggio come metafora della vita

\"Solo bagaglio a mano\", Gabriele Romagnoli racconta il viaggio come metafora della vita

In poco meno di cento pagine, Gabriele Romagnoli condensa una vita. Passato, presente e futuro si intrecciano tra aneddoti e storie, testamenti e ipotesi, buoni propositi e dispiaceri, raccontandosi in maniera sincera e disincantata.

Con uno stile leggero e scorrevole, nel suo "Solo bagaglio a mano", Gabriele Romagnoli offre al lettore numerosi spunti di riflessione, senza mai volersi atteggiare a mentore o maestro di vita. Scrivere il proprio testamento dovendo scegliere cosa lasciare a chi, prendere atto del fatto che l'indumento che indossi nella bara è una veste senza tasche perché da questa esistenza te ne andrai senza portare nulla con te, chiederti il senso dell'ultimo messaggio di aiuto inviato dal generale Custer prima della tragica battaglia al Little Big Horn sono solo alcuni dei momenti in cui il lettore è chiamato a fermarsi di fronte a situazioni tanto strane quanto banali.

Tutti moriremo, quasi nessuno riesce ad arrivare pronto e pacificato a quel momento fatale e più o meno tutti se pensiamo al quel momento lo viviamo con gli stessi dubbi e timori che abbiamo quando dobbiamo riempire una valigia prima di un lungo viaggio. Oggi i social abbondano di video e tutorial che spiegano come scegliere gli oggetti indispensabili e stivarli al meglio in sacche, borsoni e bagagli assortiti, così come le librerie traboccano di manuali e saggi che ammaestrano - con sapienze ancestrali o consapevolezze recenti - su come prepararsi all'ultimo saluto.

Gabriele Romagnoli ci offre il suo punto di vista, ironico e profondo; pacato e mai serioso, per farci capire che il successo del viaggio chiamato vita sta anche nella capacità di scegliere cosa portare con noi e cosa lasciare, chi salutare senza rimpianti e chi volere al nostro fianco nei momenti più importanti, quando ricordare e quando dimenticare, perché "il futuro è una valigia da aprire accettando ogni possibile contenuto. Possiamo provare a prepararcela da noi, ma senza esagerare, appesantirci, illuderci".

Chi è Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli è un giornalista, scrittore e sceneggiatore italiano. Nato a Bologna nel 1960, è laureato in Giurisprudenza all'Università di Bologna. Negli anni si è affermato come uno dei migliori giornalisti italiani. Ha esordito, sempre con un libro di racconti, Navi in bottiglia (Mondadori, 1993), finalista al Premio Campiello. Il suo primo romanzo è In tempo per il cielo (Mondadori, 1995).

Dal 2011 al 2013 è stato direttore del mensile GQ e dal 2016 al 2018 di Rai Sport.

Tra gli altri titoli pubblicati, Domanda di grazia (Mondadori, 2013), Solo bagaglio a mano (Feltrinelli, 2015), Coraggio! (Feltrinelli, 2016), Senza fine. La meraviglia dell'ultimo amore (Feltrinelli, 2018), Cosa faresti se (Feltrinelli, 2021), Sogno bianco (Rizzoli, 2022), La prima cosa bella (Feltrinelli, 2024), Domanda di grazia (SEM, 2025).

Non ingombrare, non essere ingombranti: è l'unica prospettiva che si possa contare fra quelle positive, efficaci, forse anche moralmente e politicamente buone. Gabriele Romagnoli ha avuto modo di pensarci in Corea, mentre era virtualmente morto, chiuso in una cassa di legno, per un bizzarro rito-esperimento. Nel silenzio claustrofobico di quella bara, con addosso solo una vestaglia senza tasche (perché, come si dice a Napoli, "l'ultimo vestito è senza tasche"), arrivano le storie, le riflessioni, i pensieri ossessivi che hanno a che fare con la moderazione. Il bagaglio a mano, per esempio. Un bagaglio che chiede l'indispensabile, e dunque, chiedendo di scegliere, mette in moto una critica del possibile. Un bagaglio che impone di selezionare un vestito multiuso, un accessorio funzionale, persino un colore non invadente. Il bagaglio del grande viaggiatore diventa metafora di un modello di esistenza che vede nel "perdere" una forma di ricchezza, che sollecita l'affrancamento dai bisogni, che non teme la privazione del "senza". Anche di fronte alle più torve minacce del mondo, la leggerezza di sapersi slegato dalla dipendenza tutta occidentale della "pesantezza" del corpo, e da ciò che a essa si accompagna, diventa un'ipotesi di salvezza. Viaggiare leggeri. Essere leggeri. Vivere leggeri. Gabriele Romagnoli centra uno dei temi decisivi della società contemporanea e della sopravvivenza globale e scrive una delle sue opere più saporite, il racconto di una rinascita, di un risveglio.

(Dalla quarta di copertina)