Stress, il \"male del secolo\"?

Stress, il \"male del secolo\"?

Per qualcuno è la malattia del benessere, nel 2019 l'Organizzazione Mondiale per la Salute la aveva definita come "L'epidemia del 21 secolo" (poi è arrivato il Covid-19, a conferma di quanto queste classifiche siano fatte per essere smentite); di fatto - secondo una ricerca di Assosalute - l’85% degli italiani adulti dichiara di aver sofferto negli ultimi sei mesi di disturbi legati allo stress, con la presenza di uno più sintomi correlabili a questa condizione.

D'altronde, alzi una mano chi per primo non ha lamentato (o ha sentito lamentare un amico, un conoscente, un collega di lavoro) problemi e malesseri quali stanchezza, ansia, insonnia, irritabilità, ansia, mal di testa, disturbi digestivi o tensioni muscolari, sino ad arrivare a vere e proprie patologie come herpes labiali, aritmie e tachicardie.

Questi sono solo alcuni dei sintomi più comuni, e poco importa che siano più o meno lievi oppure più o meno reali o immaginari, visto che per il nostro cervello (e non solo per lui...) non fa grossa differenza.

Di fatto, lo stress e tutto il codazzo di malesseri a lui riconducibili è certamente il primo imputato tra le cause che rendono meno piacevole la nostra quotidianità e troppo spesso tendiamo a minimizzare e a non dare la dovuta importanza ai primi campanelli di allarme che, ignorati, rischiano poi di sfociare in problemi ben più gravi.

Occorre dire che una certa condizione di stress è naturale, fisiologica e anche auspicabile, poiché è la molla che ci fa uscire dalla nostra zona di comfort ed ha permesso - insieme ad altre condizioni - il progresso dell'essere umano. Ma quando questa condizione diventa eccessiva, ripetuta e costante allora cominciano i problemi. Chi vede nello stress l'effetto del "logorio della vita moderna" contro cui una nota pubblicità televisiva del vecchio "Carosello" della televisione del secolo scorso affermava avesse un benefico effetto un bicchierino di amaro a base di carciofo non ha tutti i torti; di certo il passare da una civiltà legata alla agricoltura e più vicina ai ritmi naturali, vissuta in piccoli agglomerati urbani, ad una civiltà industriale in città sempre meno a misura d'uomo ha comportato un prezzo da pagare. E se è indubbio che quasi nessuno vorrebbe tornare a vivere come i nostri bisnonni, è altrettanto indubbio che la maggior parte di noi sogna una vacanza in luoghi lontani dal traffico e dai ritmi a volte ossessivi dettati da email, social e smartphone.

Di questo e di altro, con una particolare attenzione all'impatto che lo stressa ha sulla popolazione femminile, parliamo in questo video.

Buona visione!