Vuoi rimanere una fotocopia o diventare un originale?

Vuoi rimanere una fotocopia o diventare un originale?

Nella pratica delle discipline orientali il metodo didattico più diffuso è quello conosciuto con il trinomio “ shu, ha, ri” (conquistare la forma, rompere la forma, abbandonare la forma), nella cui fase iniziale l’allievo si sforza di copiare esattamente i gesti che esegue il suo insegnante, senza che questo gli fornisca molte indicazioni.

Lo scopo non è quello di costringere l’allievo ad un prolungato tirocinio, privandolo di qualsivoglia indicazione che abbrevierebbe la sua formazione; l’obbiettivo è invece sviluppare nello studente la capacità di apprendere prima, interiorizzare poi e finalmente fare propri i principi che ha sperimentato.

Anche in Occidente gli esempi di questa metodologia non mancano; abbiamo la tavola XIV del “Mutus Liber”, nella cui parte inferiore leggiamo l’ammonimento “Prega, Leggi, Leggi, Leggi, Rileggi, Lavora e Scoprirai" a indicare come questo tipo di pratica sia un vero e proprio “solve et coagula” alchemico.

L’allievo, nei tempi e nei modi che gli saranno propri, dovrà affrancarsi dal suo stato ed evolvere, come un bruco che – al momento giusto – esce dal bozzolo e spicca il volo come una farfalla. E’ una condizione che spiega in maniera esemplare Friedrich Nietzsche nel suo “Così parlò Zarathustra” quando il protagonista ammonisce: "Si ripaga male un maestro, se si rimane sempre scolari. E perché non volete sfrondare la mia corona? Voi mi venerate; ma che avverrà, se un giorno la vostra venerazione crollerà? Badate che una statua non vi schiacci! Voi dite di credere a Zarathustra? Ma che importa di Zarathustra! Voi siete i miei credenti, ma che importa di tutti i credenti! Voi non avevate ancora cercato voi stessi: ecco che trovaste me. Così fanno tutti i credenti; perciò ogni fede vale così poco. E ora vi ordino di perdermi e di trovarvi; e solo quando mi avrete tutti rinnegato io tornerò tra voi. "

L’ultima frase è emblematica, e fa il paio con il passaggio tratto dal Vangelo di Luca, citato da Paulo Coelho in apertura del suo “Manuale del Guerriero della Luce”, che afferma che “Il discepolo non è da più del suo maestro; ogni allievo, compiuta la sua formazione, sarà tutt’al più come il suo maestro”.

La scelta allora sarà tra rimanere un allievo che non potrà aspirare ad altro che ad essere la fotocopia del suo insegnante oppure essere un praticante che decide di evolvere sino a diventare la versione migliore di sé stesso.

Tertium non datur.